lunedì 4 febbraio 2008

Più tardi, mentre finivamo lo sformato di alici, nella sala da pranzo ora trasformata in ludoteca per assassini seriali in fase prepuberale,
ero venuto ad apprendere che questo mese, la frizzantemente retrograda rivista di economia domestica “Marie Lou”, della quale mia madre conservava religiosamente tutti i numeri, impilati in polverose colonne, precarie ma sempre ostinatamente immobili come macerie di un tempio greco;
dicevo, la rivista “Marie Lou”, che a sentirla nominare mi s’era acceso qualcosa nel cervello, come la fastidiosa spia d’un serbatoio vuoto che in quel momento lampeggiava -in modo piuttosto inopportuno- segnalandomi la presenza, nella scatola cranica, di imbarazzanti ricordi legati alla plastificata donnina, solo vagamente più ammiccante del solito, stampata sulla copertina del numero di maggio del’71...
Beh, proprio quella rivista lì, questo mese consigliava alle fedeli lettrici di:
- Ravvivare gli ambienti con un tocco di colore per ristabilire un rapporto armonioso con la casa – citò diligentemente mia madre.

Fantastico! ristabilire il rapporto armonioso con la casa... mi chiedevo quando l’entità Casa sarebbe arrivata a pretendere versamenti su conti bancari alle Cayman e sacrifici umani, per accordare la sua benevolenza.

Rassegnato e appesantito, riuscii a trascinare il mio stomaco in cortile, lusingandolo con la promessa di una sigaretta.
Perchè se mia madre era schiava della sua singolare dimora, io lo ero del mio apparato digerente.

3 commenti:

lucharoja ha detto...

ben 2 post! ahahahahahaha

Ciccio ha detto...

Beh, a me, per quel che vale, sono piaciuti :)

lucharoja ha detto...

ma non vale, ciccio, tu mangiavi gli scarrafoni!!!
;-))